domenica 25 giugno 2023

Sonorità barocche a Bolzano Novarese

A quindici anni dall’inaugurazione del restauro dello strumento, avvenuta il 21 giugno 2008, dopo un silenzio durato fin dai primi anni Sessanta, anche questa estate, in occasione dei festeggiamenti patronali di san Giovanni Battista, sono tornate a squillare le canne dell’organo della chiesa parrocchiale di Bolzano Novarese. 
Sabato 24 giugno, per un appuntamento musicale che si sta consolidando in una felice tradizione, in cantoria è salito il maestro Silvano Arioli, noto e apprezzato concertista, oltre che docente di teoria, ritmica e percezione musicale presso la scuola Toscanini di Verbania. 
Arricchendo la nitida precisione tecnica con una coinvolgente espressività interpretativa, il maestro ha proposto un excursus musicale studiato anche per mettere in risalto la versatilità e la ricchezza timbrica dello strumento. 
Nella prima parte, il pubblico è stato accompagnato attraverso le composizioni di alcuni autori rappresentativi del XVII secolo: dal caratteristico basso ostinato di Bernardo Storace («Ballo della battaglia»), alla «Toccata seconda del nono tuono naturale» di Giovanni Salvatore, attraverso la «Canzone Quarta» del «Canone della Messa della domenica» di Girolamo Frescobaldi. 
Un progressivo avvicinamento dalle discese ardite e risalite settecentesche al respiro più largo, espressivo e lirico del romanticismo ottocentesco, già riconoscibile nell’«Adagio per Elevazione» di Vincenzo Petrali. 
Ad aprire la seconda parte del programma, tre composizioni dalla «Messa in sol maggiore» del piemontese Giovanni Quirici, con una sorprendente «Polka marziale per il dopo Messa» capace di fissarsi nella memoria come un vero e proprio moderno tormentone estivo. 
Originale e significativo, a seguire, l’itinerario “a ritroso”, dall’allievo al maestro, con tre protagonisti della scena musicale europea dell’epoca. 
Un passaggio armonioso dalla regolarità geometrica di linee melodiche che ricordano i giochi d’acqua di certi giardini settecenteschi (una vera scoperta il «Praeambulum supra Jesu, meine Freude» di Johann Ludwig Krebs), alle architetture delle vere e proprie cattedrali musicali costruite da Johann sebastian Bach, fino alla maturità ed al ricercato rigore stilistico di Dietrich Buxtehude. 
Gran finale, con l’inevitabile bis della «Polka» di Quirici ed un virtuosistico pezzo contemporaneo dell’organista e compositore inglese John Rutter: la «Toccata in seven», caratterizzata dal ritmo in sette ottavi, che ne massimizza l’esuberanza e la vivacità, fin dall’incipit esultante, che si risolve in una parte centrale più solenne per poi ritrovare nel finale la stessa vitalità ritmica da cui era scaturito.

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Quella dell’organo a canne della chiesa di san Giovanni è una storia antica e prestigiosa, iniziata nel 1705, quando la generosità dei benefattori bolzanesi emigrati a Roma e Milano consentì la costruzione del primo strumento, realizzato da Giovanni Battista Gavinelli di Novara: ne restano la cassa d’organo e l'importante cantoria in noce. 
Andato in disuso nel 1834, fu sostituito, tre anni dopo, ad opera di Felice Silvera di Arona. Negli anni cinquanta a risistemarlo furono le abili mani degli organai della prestigiosa bottega bolzanese dei fratelli Scolari. 
Un intervento che tuttavia non valse ad evitare la progressiva caduta in disuso sino all’abbandono, nei primi anni Sessanta. Nei primi anni Duemila il restauro conservativo, grazie all'importante contributo economico della Fondazione comunità del novarese onlus, al sostegno dell'amministrazione comunale, della pro loco, di alcune associazioni, famiglie e privati cittadini, oltre che a fondi propri della parrocchia bolzanese. 
Gli esperti professionisti della bottega Angelo Marzi e figli di Pogno -tra le più importanti a livello italiano ed europeo- hanno portato a termine l’opera, recuperando il 70% delle 782 canne ottocentesche, integrando quelle mancanti, ricostruendo il sistema di trasmissione meccanica dei registri, sostituendo il mantice con un elettroventilatore ed infine dotando lo strumento di una nuova consolle. 
Sono stati gli stessi esperti organari della bottega Marzi a mettere a punto lo strumento, nei giorni recedenti il concerto, non senza qualche difficoltà dovuta alle particolari escursioni termiche di questo inizio estate.

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